RUSSIA E DOPING

Squalifica della Russia per doping: il punto di vista dei diretti interessati

Uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi giorni è la decisione della World Anti-Doping Agency (WADA) di escludere per i prossimi quattro anni la Federazione Russa da ogni tipo di competizione sportiva mondiale, comprese le Olimpiadi. Le reazioni non si sono fatte attendere, soprattutto quelle dei diretti interessati, che quanto statuito dalla WADA proprio non sono d’accordo. Di seguito riportiamo il punto di vista di alcune personalità di spicco della ginnastica artistica russa.

Sul sito della Federazione di ginnastica russa si può leggere il commento del Presidente Vasily Titov, che così esordisce: “Puniscono la Russia come Stato, ma non possiamo boicottare le Olimpiadi”. Titov considera la mossa della WADA soltanto una ripercussione politica e ritiene che le decisioni siano state arbitrarie e non oggettive.

Titov sostiene, infatti, la WADA abbia così statuito perché giudica la Russia come un organo che, secondo gli ultimi sviluppi, si sarebbe intromesso nella storia del doping internazionale. “Abbiamo sentito le opinioni dei giornalisti e degli atleti, ma non delle figure ufficiali – ha continuato Titov – E la WADA non è un’organizzazione del tutto trasparente. Non capisco davvero i loro meccanismi. Perché dovrebbe essere leale punire un Paese intero, compresi gli atleti puliti? La WADA non ha trovato altro che un mezzo attraverso il quale comunicare con la Russia per motivi esclusivamente politici ed essa stessa è diventata portatrice delle regole sleali che ci vuole imporre. Evidentemente sanno qualcosa che non ci vogliono dire. Dobbiamo senza alcun dubbio lottare per la nostra posizione di fronte alla Corte Arbitrale per lo Sport (CAS), non fermandoci mai e impiegando nella nostra battaglia forze legali importanti. E ci prepareremo per le Olimpiadi. Dovremo assolutamente andarci e non boicottarle in alcun modo”.

Anche il tre volte campione mondiale Arthur Dalaloian ha dichiarato di non essere d’accordo con la decisione così categorica della WADA e con l’attitudine dell’agenzia nei confronti degli atleti che non hanno niente a che fare con le violazioni di cui si è discusso.

“Per ora non posso affermare nulla di concreto riguardo la mia presenza alle competizioni sotto la bandiera dell’ANA (Atleti Neutrali Autorizzati), in quanto non è per nulla scontato che ci venga concesso di partecipare – ha detto Dalaloian – La qualifica che abbiamo conquistato a Doha è di squadra, quindi non so se ci verrà revocata in toto o se invece i singoli atleti potranno gareggiare individualmente. Credo che nonostante tutto il Comitato Olimpico Russo in qualche modo potrà fare giustizia e far sì che potremo rappresentare il nostro Paese, portare la nostra bandiera e far suonare il nostro inno alle Olimpiadi e a tutte le altre competizioni mondiali per i prossimi quattro anni”.

La Russian Anti-Doping Agency (RUSADA) ha 21 giorni per accettare la decisione presa dalla WADA oppure fare ricorso presso la CAS, e non ci resta che aspettare e seguire gli sviluppi di questa situazione molto delicata.

Fonti: SportgymRus

M.G.
Si ringrazia Marina Startseva per le traduzioni.

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